Fisioterapia Pavimento Pelvico Uomo
Recupero Pre e Post Chirurgia Prostatica
Anatomia e funzione della prostata
La prostata è una piccola ghiandola del peso di circa 20 grammi che fa parte dell’apparato genitale maschile. È localizzata nella pelvi ed è posta al di sotto della vescica, anteriormente all’intestino retto. È attraversata nella porzione centrale dal primo tratto dell’uretra ed è rivestita da una capsula fibrosa.
La prostata è un organo essenziale per la funzione riproduttiva maschile e per il mantenimento della fertilità. Produce infatti un liquido biancastro che si mescola con gli spermatozoi per costituire il liquido seminale. Tra le componenti di questo liquido vi è anche una proteina detta PSA (Antigene Prostatico Specifico), che è anche presente e misurabile nel sangue.
La crescita e la funzione della prostata dipendono dal testosterone, prodotto dai testicoli.
Questo organo può essere coinvolto da diverse patologie, in particolare:
- infezioni e/o infiammazioni (le cosiddette prostatiti),
- ingrossamento benigno della sua porzione centrale (l’iperplasia prostatica),
- neoplasia (il tumore della prostata).
Chirurgia prostatica
La prostatectomia radicale robotica: consiste in un’operazione alla prostata in presenza di tumore; la prostata e le vescicole seminali vengono asportate per intero.
La prostatectomia radicale laparoscopica robot-assistita (RARP – Robotic Assisted Radical Prostatectomy) è un intervento chirurgico eseguito in anestesia generale per il trattamento mini-invasivo del tumore della prostata. Il ritorno a una vita attiva, comprensiva di attività a moderata intensità fisica, è possibile generalmente dopo 2 settimane dall’intervento. Dopo la prostatectomia, in alcuni casi di malattia clinicamente più avanzata o nel caso in cui l’intervento non sia riuscito a rimuovere completamente la neoplasia, un trattamento radioterapico potrebbe rendersi necessario per garantire una finalità curativa. Infine, il paziente sottoposto a RARP è successivamente condotto in uno specifico programma di follow-up, perché anche nei casi curati completamente dall’operazione, nel corso degli anni il tumore può ripresentarsi e richiedere altri trattamenti con radioterapia o con deprivazione androgenica farmacologica.
L’esecuzione della procedura proposta può comportare a possibili complicanze tra cui l’incontinenza urinaria.
Iperplasia prostatica benigna
È una condizione caratterizzata dall’aumento di volume della porzione centrale della ghiandola prostatica. Non è una neoplasia maligna.
Sebbene la maggior parte degli uomini con sintomi urinari derivanti dall’ipertrofia prostatica benigna non necessiti di interventi chirurgici, ci sono situazioni in cui l’opzione chirurgica può diventare necessaria. Questo può accadere se altri trattamenti non hanno avuto successo o se i sintomi sono peggiorati al punto da influenzare significativamente la qualità della vita.
Le tecniche chirurgiche per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna sono molteplici e variano in base alle preferenze del paziente, alle sue condizioni generali e alle caratteristiche specifiche della prostata, come volume e forma. L’obiettivo di tutte queste tecniche è rimuovere l’ostruzione causata dall’adenoma prostatico, la parte centrale della prostata che causa l’ostruzione. L’esecuzione della procedura proposta può comportare le seguenti possibili complicanze tra cui l’incontinenza urinaria, in aggiunta ai sintomi pregressi all’intervento: urgenza minzionale, un aumento della frequenza dello stimolo diurno e notturno alla minzione.
Riabilitazione del pavimento pelvico
Benefici della riabilitazione precoce
La riabilitazione del pavimento pelvico, attraverso un percorso mirato e precoce, consente di velocizzare il processo di recupero per la remissione dell’incontinenza urinaria, garantendo il ripristino della qualità di vita, la ripresa delle attività quotidiane e sportive.
Si avvale della rieducazione vescicale che permette il ripristino degli intervalli minzionali fisiologici.
Tecniche utilizzate:
- Terapia manuale
- Esercizi guidati
- Bladder training (educazione vescicale)
- Esercizi di rinforzo e/o rilassamento perineale
- Biofeedback e/o elettrostimolazione
Tempistiche ottimali:
I tempi e le modalità variano a seconda del paziente, dai sintomi riferiti e dalle sue richieste/preferenze.
Il primo anno dopo l’intervento è il momento in cui è possibile ottenere il massimo recupero con la riabilitazione, che quindi è consigliabile essere concentrata in questa finestra temporale.