Fisioterapia per scoliosi: approccio SEAS

Le problematiche ortopediche dell’età evolutiva sono alterazioni scheletriche che si manifestano o si sviluppano nel corso della crescita. Non sono correggibili volontariamente a differenza degli atteggiamenti posturali.  Le patologie di cui mi occupo sono: scoliosi e iper cifosi da morbo di Scheuermann.

Scoliosi idiopatica

La scoliosi idiopatica è una complessa deformità strutturale della colonna vertebrale che si torce sui tre piani dello spazio; non da dolore durante la crescita, ma se non trattata adeguatamente può peggiorare causando deformità, dolore in età adulta o la necessità di intervento chirurgico.

Nella maggior parte dei casi è “idiopatica” per cui non c’è una causa definita e tende a peggiorare con la crescita scheletrica.

È opportuno specificare che è la classificazione angolare della scoliosi si basa sull’angolo di scoliosi misurato sulla radiografia frontale in piedi, secondo il metodo Cobb; è uno dei fattori decisivi nella gestione della scoliosi idiopatica ed è direttamente correlato alle decisioni di trattamento. In letteratura c’è accordo su alcune soglie:

  • sotto i 10° Cobb non vi può essere diagnosi di scoliosi;
  • oltre i 30° Cobb aumenta il rischio di progressione in età adulta, così come il rischio di problemi di salute e riduzione della qualità della vita;
  • oltre i 50° Cobb è quasi certo che la scoliosi progredirà in età adulta e causerà problemi di salute e riduzione della qualità della vita.

Ipercifosi

Il dorso curvo del morbo di Scheuermann si caratterizza per: aumento della cifosi dorsale, rigidità, dolore, segni cutanei a livello delle spinose delle vertebre più sporgenti e strie addominali, ovvero segni rossi sull’addome che si evidenziano con una postura in flessione.

A livello radiografico invece il medico va a misurare i gradi della curva toracica espressi tramite i gradi Cobb, osserva soprattutto quali e quante vertebre hanno un profilo irregolare dei piatti vertebrali e una forma tipicamente a cuneo.

Anche il dorso curvo, come la scoliosi, è chiamato “dell’adolescenza” perché si aggrava soprattutto nel periodo della crescita, e in modo particolare in corrispondenza della spinta puberale (10-13 anni nelle femmine, 12-15 anni nei maschi), fino al termine della maturazione ossea (1-2 anni dopo il termine della crescita staturale).

Trattamento

Il trattamento prevede, a seconda dell’età del paziente e delle caratteristiche della curva scoliotica:

  • esercizi specifici proposti e supervisionati dal fisioterapista;
  • l’utilizzo di un busto ortopedico prescritto dal medico e preparato dal tecnico ortopedico;
  • in alcuni casi è indicata la chirurgia vertebrale.

La fisioterapia è fondamentale per stabilizzare la curva, migliorare la funzionalità della colonna vertebrale e potenziare le abilità del giovane-adolescente. Deve essere protratta fino a fine crescita (18 anni circa).

L’approccio riabilitativo per la scoliosi e l’ipercifosi è il SEAS  (Scientific Exercise Approach to Scoliosis) aiuta i pazienti a gestire attivamente la scoliosi attraverso il principio dell’autocorrezione. Questo approccio, basato su evidenze scientifiche, insegna al paziente a controllare la propria postura e a mantenere i benefici della terapia nel tempo grazie a esercizi specifici e personalizzati.

SEAS è indicato sia per gli adolescenti, dove si integra con l’uso del corsetto, quando necessario, per massimizzarne l’efficacia, sia per gli adulti con scoliosi.

In età adulta, l’obiettivo principale è il mantenimento della funzionalità, la prevenzione del dolore e il miglioramento della qualità della vita attraverso esercizi mirati affiancati da attività fisica regolare.

L’intervento chirurgico è indicato in presenza di scoliosi gravi, dolore e disabilita’ persistente e ingravescente. Garantisce correzione e stabilita’ della curva grazie all’impianto di mezzi di sintesi (barre, viti). Viene ridotta la mobilita’ articolare della zona interessata e in alcuni casi bloccata del tutto.

La fisioterapia pre e post operatoria consente la riduzione complicanze, la velocizzazione dei tempi di recupero fino alla completa ripresa delle attivita’ della vita quotidiana e sportive.